Byron. L'inquietudine della libertà

Lord Byron e il “Circolo pisano” tra storia, carte d’archivio e sguardi contemporanei

L’Archivio di Stato di Pisa ospita una mostra documentaria e fotografica dal titolo Byron. L’inquietudine della libertà, allestita presso il salone degli stucchi di Palazzo Toscanelli. La manifestazione, organizzata in collaborazione con il Dipartimento di Lingue, Letteratura e Linguistica dell’Archivio di Stato di Pisa, la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna ed il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, ha visto anche la partecipazione della Scuola Normale Superiore, Palazzo Guiccioli, Musei Byron e del Risorgimento e la Italian Byron Society, con il patrocinio del Comune di Pisa, Assessorato al turismo.

Nei primi anni Venti dell’Ottocento Pisa divenne il luogo d’incontro di una straordinaria comunità cosmopolita di poeti, scrittori, intellettuali ed esuli. Tra il 1820 e il 1822 intorno a Percy Bysshe Shelley, Mary Shelley e George Gordon Byron si raccolsero personalità come Leigh Hunt, Edward John Trelawny, Thomas Medwin, Teresa Guiccioli e Pietro Gamba, insieme ad altre figure italiane e internazionali. Più che un cenacolo rigidamente costituito, quello che sarebbe passato alla storia come Pisan Circle fu una comunità di relazioni, amicizie e scambi intellettuali, accomunata da una forte apertura europea e da una concezione della letteratura intimamente legata al dibattito politico, culturale e sociale del proprio tempo.

Lord Byron arrivò a Pisa nell’autunno 1821 e stabilì la propria dimora nel palazzo dei Lanfranchi sul Lungarno, oggi Palazzo Toscanelli, sede dell’Archivio di Stato di Pisa. La presenza del poeta contribuì a fare della città uno dei luoghi più significativi dell’esperienza italiana dei romantici inglesi.

È in questo ambiente che maturò anche uno dei progetti più originali del gruppo: The Liberal. Verse and Prose from the South, la rivista ideata da Byron, Percy Bysshe Shelley e Leigh Hunt a Pisa e pubblicata a Londra tra il 1822 e il 1823. Un progetto di breve durata – appena quattro numeri – ma fortemente innovativo, nel quale la posizione geografica e culturale italiana diventava un punto di osservazione dal quale ripensare i rapporti tra letteratura, politica e società in una prospettiva europea.

A oltre due secoli di distanza, quella stagione torna nei luoghi che ne furono protagonisti con “Byron. L’inquietudine della libertà”, la manifestazione promossa dall’Archivio di Stato di Pisa in collaborazione con il Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa, la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux.

Il punto di partenza non poteva che essere Palazzo Toscanelli: non soltanto sede dell’Archivio, dunque, ma luogo della memoria byroniana. Qui storia dell’edificio, documenti e ricerca contemporanea si incontrano per ricostruire la presenza di Byron a Pisa e, attraverso di lui, la rete di persone, idee e progetti che fece della città uno dei laboratori della cultura romantica europea.

Le carte e le immagini: due mostre per raccontare Byron

L’iniziativa si articola intorno ad una mostra documentaria, che attraverso le carte d’archivio torna sulle tracce della presenza di Byron e del circolo anglo-pisano, mettendo in relazione le testimonianze storiche con i luoghi nei quali quelle vicende si svolsero.

Alla dimensione documentaria si affianca uno sguardo contemporaneo con la mostra fotografica Byron Contemporaneo di Giampiero Corelli, curata da Daniela Ferrari.

Il progetto fotografico, nato a Ravenna e successivamente presentato a Firenze e Venezia, approda ora a Pisa, proseguendo idealmente il proprio viaggio attraverso alcune delle città italiane legate alla vicenda umana e letteraria di Byron.

Nelle fotografie di Corelli il poeta non viene semplicemente rievocato attraverso i luoghi della sua biografia. Le immagini entrano in dialogo con le sue parole: ogni fotografia è accompagnata da una citazione byroniana che stabilisce un rapporto, immediato o più sottile, tra l’immagine contemporanea e i temi che attraversano la vita e l’opera del poeta. Amore, libertà, natura, viaggio, anticonformismo diventano così il filo che mette in comunicazione il Byron storico con il presente.

Un programma tra BRIGHT NIGHT, Giornate Europee del Patrimonio e Domenica di carta

Le due esposizioni costituiscono il cuore di un più ampio programma di iniziative con cui l’Archivio di Stato di Pisa accompagna il pubblico dall’apertura di BRIGHT NIGHT 2026 agli appuntamenti autunnali dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale.

Venerdì 25 settembre

Ore 17:00 – Inaugurazione della mostra “Byron. L’inquietudine della libertà” alla presenza delle autorità e dei visitatori

Ore 19:00, 20.30 e 22.00 – Bright night 2026. Visite guidate alla mostra, accompagnate da letture delle opere e dei versi di George Gordon Byron e degli autori del circolo anglo-pisano. A cura delle ricercatrici e dei ricercatori del Dipartimento di Filologia Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa e del personale dell’Archivio di Stato di Pisa.

Partecipazione gratuita, senza prenotazione. Gruppi di massimo 20 persone. Attività rivolta a un pubblico 16+

Domenica 27 settembre ore 17.00

Il poeta che inventò il mito: vita, amori e scandali di Lord Byron

con Vincenzo Patanè

Domenica 4 ottobre ore 17.00

Un antico palazzo … così pieno di fantasmi: Byron e il Circolo Pisano

con Roberta Ferrari

Domenica 11 ottobre ore 17.00

Scrivere l’Europa dal Sud: l’avventura pisana del Liberal

con Barbara Allegranti e Paolo Bugliani

Domenica 18 ottobre ore 17.00

“I giorni della giovinezza sono i giorni della gloria”: letture romantiche a cura di Angel De Oliveira

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Informazioni

tel.: +39 050 542784 (dal lunedì al venerdì, ore 9:00-13:00)

e-mail: as-pi.eventi@cultura.gov.it

 

Accessibilità

Per l’accesso al percorso disabili, possibile sul lato di Piazza della Repubblica (piazza del Tribunale), contattare preventivamente l’Archivio ad: as-pi@cultura.gov.it



Ultimo aggiornamento: 17/09/2026